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Giovanni RuggieroPsicologo e psicoterapeuta a Vasto Contatti

Emozioni e sintomi

Matrix Matrioska

Dott. Giovanni Ruggiero, psicologo psicoterapeuta
· 4 min di lettura

Articolo pubblicato in origine nel 2018.

No, non parlerò di Neo. In un certo senso sì, ma non del film.

Parliamo della Matrix Matrioska. Ma dobbiamo partire da quasi un secolo fa.

E sì, perché più o meno un secolo fa Freud scoprì? Teorizzò? Immaginò? la presenza del “Super Io”. Una faccenda non troppo difficile da immaginare. No, non è la coscienza e no, non ha (almeno che io sappia) uno spazietto dentro il nostro cervello fisico. Ma esiste.

Cos'è il Super Io?

In termini psicoanalitici è una faccenda complicata. Ma a me piace “scomplicare” le cose. Immagino che se leggi qualcosa sai, qualcos'altro immagini, ma se non sei del settore sarà difficile che tu possa sapere a chiare lettere le precise definizioni che di volta in volta gli vengono affibbiate.

Hai presente le famose “voci di dentro”? Bene: il Super Io è quella vocina taaaanto rompiballe che, ogni volta che stai lì a fare qualcosa che ti piace, con un leggero tasso di friccicorio, qualcosa che va leggerissimamente fuori dagli schemi (dai tuoi schemi, eh), inizia a parlarti. E con un tono più o meno cordiale (all'inizio) inizia a farti riflettere sulle cose “sbagliatissime” che stai facendo, anzi… che stai per fare (sì, perché spesso la sua funzione è preventiva: ti blocca poco prima di fare qualcosa… “così non soffri”). All'inizio magari è addirittura gentile e ti parla come un padre. Ma spesso diventa una sorta di aguzzino senza cuore che sa solo che stai facendo le cose “che tu sai che non dovresti fare”. E te le fa pesare… uhhh se te le fa pesare!

Nel tempo altri psicoterapeuti gli hanno affibbiato altri nomi, ma la ciccia è sempre quella: gli analisti transazionali lo chiamano “genitore”, i gestaltisti lo hanno chiamato “top dog”, o cane di sopra (è strano, lo so…). E ne ho citati solo un paio… ma più o meno ogni corrente psicologica ne ha una definizione o una descrizione del funzionamento.

Il concetto però somiglia sempre: c'è questa voce che guida il tuo essere “imponendo” scelte e rinunce che magari non ti andrebbe proprio di fare. Ti spaventa, certe volte ti terrorizza e sì… d'altronde disubbidirgli vuol dire andare per certi versi letteralmente contro chi sei e chi sei stato, da quando tu sei tu, da quando esisti. O meglio: vai contro le regole che hai sempre seguito e che hanno scavato il solco che ti appresti a seguire, da quando esisti. Non parlerò dell'importanza di seguire queste regole.

La matrioska

Io non ho mai capito che forma avesse il mio (e sì, perché se esiste, avrà una forma, una voce, avrà dei connotati che ne definiscono l'esistenza!). Poi giorni fa ho avuto una specie di illuminazione: la Matrix Matrioska.

Il mio Super Io ha la forma della matrioska.

Come tutte le matrioske, la più piccola viene inglobata da quella più grande, che a sua volta viene inglobata in una più grande, e via così. Alla fine della riunione rimane visibile solo la più grande, che di diverso dall'inizio ha solo il peso.

Ora io ho avuto la sensazione di funzionare così:

  • Io: “Beh dai… per essere la prima volta, è venuto carino!”
  • S. Io: “Carino? Ma che carino… ma non lo vedi che un bambino lo faceva meglio?”
  • S.S. Io (che si rivolge a S. Io): “Ma sempre a criticare stai? Che pretendevi? Che la prima volta che ci provava sarebbe già dovuto diventare il maestro indiscusso dell'arte in questione?” (NB: il mio Super Io non si preoccupa di congiuntivi e consecutio temporum.)
  • S.S.S. Io (arrabbiandosi con S.S. Io, non lo fa per difendere me, ma il primo S. Io): “E zitto! Tanto lo sai che quello (S. Io, ndr) alla fine ha ragione. Quello (…) alla fine si accontenterà così. Quello che vedi, è!”

E il discorso va avanti per un numero imprecisato di matrioske. E l'ultimo che parla ha il volume di voce sempre più alto, urlante e digrignante di quello prima.

Una sorta di allegra famiglia con un paio di tizi adulti (gli ultimi due) e una sorta di “fratello maggiore” (il primo), che vivono e si beatificano del fatto di doverti cazziare. Nient'altro.

N.B. Non ve l'ho detto, ma mentre tutto questo accade io sono lì sotto come Atlante, sfinito e sulle affilate soglie della rassegnazione a reggere un teatro di cui mi sfugge ancora il capire a cosa serva. O meglio: lo so a cosa serve, ma mi chiedo perché debba essere così dispendioso.

“Tanto ormai abbiamo imparato.”

(“Abbiamo? Scrivi HO imparato!”)

Comunque.

Questo, con un bel po' di immaginazione, è il mio Super Io, il mio privato dittatore, che ancora scorrazza in certi momenti nelle verdi praterie del mio animo. Farò come gli americani hanno fatto con Cavallo Pazzo: hanno impiegato tempo e costanza per sterminare un popolo, per poi erigergli una statua grande come una montagna. L e t t e r a l m e n t e come una montagna.

E ora quello che mi piacerebbe sapere è: che forma mai avranno i vostri? Che forma hanno quei dannati torturatori, felici e giocondi di essere loro i possessori della pinza della saldatrice, mentre voi siete lì, con i piedi in un secchio d'acqua?

Buone riflessioni.

Dott. Giovanni Ruggiero, psicologo psicoterapeuta a Vasto. Chi sono

Come lavoro: la psicoterapia della Gestalt

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