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Relazioni e società

“Le vite degli altri”

Dott. Giovanni Ruggiero, psicologo psicoterapeuta
· 4 min di lettura

Articolo pubblicato in origine nel 2018.

Una sera ho immaginato una di quelle cose alla Black Mirror: forse un domani saranno possibili (…ma tanto io non ci sarò…), ma soprattutto ad alto impatto. Folli a un livello esagerato, ma poi dentro di te ti dici: “Ci pensi se un giorno ci riusciranno per davvero?”

NB: sembra una follia (in tutti i modi lo è), ma mi ricordo la prima volta che chiesi a un amico: “Oh… ma ti immagini se un giorno riusciremo a portare i dati del computer di casa sui CD? Cioè una specie di CD vuoto, tipo videocassetta, ma che invece è un CD?” Credo tu sappia come sono andate le cose.

E ciò mi spaventa alquanto.

Leggi.

Il progetto

Potresti chiamarlo “Le vite degli altri”. Letteralmente.

L'ambientazione

L'ambientazione è futuristica. Molto futuristica. Tremendamente futuristica, da far sembrare il Dottor Manhattan meno moderno e tecnologicamente avanzato di un ramapiteco.

Le poltrone sono bianchissime e comode. Ci sono persone con caschi neurali, connessioni neurali, visiere per entrare al meglio nella realtà virtuale, immagino. Luoghi bianchi e algidi ospitano questa esperienza.

Descrizione del progetto

In un futuro dove gli scienziati sono riusciti a condensare il tempo e lo spazio, in un futuro dove un'intera vita può essere racchiusa in un giorno. In un futuro dove chi ha soldi è vestito con una specie di tutina bianca aderente, con colletto alla coreana e capelli anni Sessanta, e cammina in palazzoni di vetro supertecnologici dove non serve avere chiavi o PIN. Basta avere una retina: sì, perché in questo futuro qualsiasi cosa funziona mediante riconoscimento della retina. Devi entrare in laboratorio? Scan della retina. Vuoi attraversare l'atrio dell'azienda XYZ? Scan della retina. Vogliono sapere della tua fedina penale? Scan della retina. Vuoi pagare il conto al ristorante? Scan della retina con funzione “esci i soldi”. Vuoi fare qualsiasi altra cosa? Basta che ci sia un laser verde (color Matrix) così che tu possa accedere o fare.

Bene.

In questo futuro, se sei ricco, molto, molto ricco, a te, mio caro riccastro, è riservata una possibilità ben oltre i limiti della fantascienza. Leonard Nimoy non avrebbe mai potuto immaginarlo. E anche Fringe apparirà nel tuo immaginario come vecchio e obsoleto.

Se hai i soldi potrai vivere “Le vite degli altri”.

Entri.

Firmi. Anzi, fai scannerizzare la retina con la funzione “Ho letto i rischi e accetto” (il consenso informato ai tempi dei viaggi dopo l'orizzonte degli eventi).

Ti sdrai.

Caschetto con elettrodi neuronali.

Chiudi gli occhi.

Ma prima di tutto questo hai il compito di prendere un catalogo e scegliere la vita di chi vorresti vivere. Sullo schermo ti compaiono tutte le possibilità: da Giulio Cesare a Rocco Siffredi. Da Adolf Hitler a Gandhi. Passando per Albert Einstein e Nikola Tesla.

Sì, perché in questo futuro gli scienziati sono riusciti a trovare la chiave per permetterti di viaggiare transpersonalmente.

Una volta scelto il personaggio, lo selezioni: clicchi invio e cadi in una specie di sonno profondo. Più un coma, a dir la verità. E quello che succede è strabiliante.

Hai la facoltà di vivere minuto per minuto, dal momento della nascita fino all'ultimo respiro, dal primo vagito fino al momento in cui il personaggio in questione chiude gli occhi per l'ultima volta: la vita di chi vuoi tu.

Sì, tutta una vita che a te che la vivi sarà T U T T A la vita, ma che in realtà, quella oggettiva dico, sarà passata al massimo un giorno. (“Che fai sabato? Ti va di uscire?” “No… questo sabato non posso. Questo sabato mi vivo la vita di…”)

Tutte le scelte, le esperienze, le delusioni, i successi, i pericoli, l'amore, la paranoia, i pensieri, i deliri, le risse, i colpi, le malattie, le relazioni, i figli, gli arresti… Insomma TUTTO. Tu vivi tutto.

Problemi etici

Gli scienziati che sono riusciti in una così mirabolante impresa si pongono un dilemma etico: potrai fare scelte diverse rispetto alla reale vita vissuta del personaggio? Oppure esisterà un algoritmo che, facendoti vivere l'esperienza, ti condizionerà e guiderà nelle scelte, così che tutto andrà così com'è andato?

Ma soprattutto: tu, tu che leggi: la vita di chi vorresti vivere? Avrai un idolo, un personaggio, un dio personale di cui ti piacerebbe vivere ogni singolo istante della vita?

Eh?

EH?

Dott. Giovanni Ruggiero, psicologo psicoterapeuta a Vasto. Chi sono

Come lavoro: la psicoterapia della Gestalt

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