A casa per forza e per fortuna ci stiamo. Da un mese e un altro mese ci attende. E mentre noi ci disperiamo, lui ci aspetta con aria sorniona.

Hai letto mille mila tonnellate di informazioni su come ripararti dal virus.

Hai ascoltato ossessivamente ogni giorno quanti morti, quanti guariti, quanti contagiati. E considerato il periodo, anche quanti risorti.

Virus del pipistrello

Guerra batteriologica

L’america vuole distruggerci!

Macchè America, è la russia!

Macchè russia è la cina.

la via della seta.

Hai ascoltato:

– Mentana, Giovanni Floris, Burioni, Ilaria Capua, Trump, Lilly Gruber, virologi ed epidemiologi, statistici, tuttologi, complottisti, realisti, scienziati, astrologi e telegiornali vari in heavy rotation 24 ore al giorno

Alla fine la morale della favola è: stai chiuso in casa.

Dall’altro lato sappiamo che dovremmo essere proattivi, essere positivi, essere non si sa come.

Se sei a casa senza lavorare e senza scuola, diventa difficile (non sempre eh!) anche capire che giorno sia.

Sei a casa e non sai quando finirà, come finirà, cosa cambierà, non sai come e quando (e se) ricomincerai a lavorare. Pensare positivo sembra una cosa ardua, molto ardua. C’è paura, preoccupazione, c’è rabbia. E con chi ti arrabbi? Con il runner di turno che non hai mai fatto un passo in vita sua, ma in quarantena si sente come i Kenioti alle olimpiadi. Si, con lui puoi arrabbiarti ed incolparlo che se farai un altro mese in casa è colpa sua.

E allora che ti lavi a fare se non devi andare a lavoro? Che senso ha mollare quell’orribile vestaglia di pile se tanto non devi uscire? Lavarti i capelli? Ma dico, sei serio? Ma figuriamoci i denti…

Ore 16:

Hai passato i primi giorni di inaspettate vacanza durante i quali ogni passo che hai fatto davanti alla dispensa, i vari Mars, Twix, Bounty, Kinder, Smarties, biscotti e schifezze fritte varie ti hanno chiamato e attirato come un branco di suadenti sirene e tu, povero Ulisse, non hai avuto nessuno che ti abbia legato ad un palo qualunque. Sei ingrassato. Il divano sta diventando un’estensione delle natiche, lo so io e lo sai anche tu.

Stai diventando un panda.

 

L’espressione cosa dice? “Bella Zì…frega ca**i del corona”, Cioè lo dice proprio.

Le macchie nere però sono le piaghe da decubito.

Il corona virus passerà, i chili in più anche, ma impiegheranno più tempo. Per le piaghe avrai bisogno di un infermiere.

Bene. Anzi, mica tanto.

La mia riflessione si poggia qui: è una situazione nuova, paradossale, di cattività. Soffri tu e soffrono i tuoi figli.

La cosa peggiore, dal mio punto di vista è che non sai quando finirà. 3 aprile o 3 maggio? 31 Luglio?

Chiariamoci: finirà, eh. E’ passata la peste, è passata l’ebola, passerà anche il Covid19.

Ora: se hai mai giocato una partita a poker dovresti aver appreso una consapevolezza importantissima: se vuoi fare quel gioco, non puoi immaginare di giocare ogni mano con 4 assi. Non è impossibile, è altamente improbabile e la matematica ti insegna che una possibilità su infinite possibilità è uguale a zero. Hai un 3 e un 8 di cuori. E devi (non hai alternative) giocare.

Ergo: se vuoi giocare a poker giochi con le carte che hai.

Bene.

Ora sei in cattività, recluso e non puoi uscire. Sei chiuso in casa mentre migliaia di pensieri sul futuro staccano l’antenna dal tuo cervello e tutto ciò che vedi e pensi è questo:

Cerchi invano ma il segnale senza trovarlo. Allora lo cerchi nell’alcol. Mica tanto bene.

Che fare allora?

Molti chiedono altri offrono ricette per questa cattività. Io credo sia meglio dare ingredienti. poi come si combineranno sta a te deciderlo.

Parla.

Potresti essere una persona che crede che la paura sia una faccenda da deboli. Niente di più errato. Se hai paura stai a casa, ti lavi le mani dopo aver fatto la spesa e ti togli le scarpe prima di entrare. Ergo: la paura ti ripara dal contagio.

Va rispettata questa paura. Fa la differenza tra il te di ora e il te che potrebbe aver bisogno di essere intubato. Fai due conti e fai un piccolo sforzo: parlane, parlane e ancora parlane.

Routine.

E’ cosa risaputa che la giornata di ognuno di noi ha una routine: inizia ad una certa ora, va avanti in un certo modo. Ha dei break, dei momenti di lavoro, il pasto, un altro pasto e poi di solito finisce. Fai in modo di ritrovare una scansione quotidiana. Siamo esseri umani e ne abbiamo bisogno. Arriva il venerdi? Bene: comprati da bere e fai un aperitivo o cucinati quella bistecca che hai in mente da martedi. Guarda che arriva il week end.

Cibo

Chi ti scrive è un appassionato di cibo e di cucina, consapevole però che il cibo in tutte le sue declinazioni deve rimanere una PARTE della giornata, non tutta la giornata. Non mangiare come se dovessi andare in letargo, peluria superflua a parte, non appartieni alla categoria dei plantigradi.

Pilates

Ti sta antipatico il pilates? Va bene anche qualunque altra cosa contempli del movimento fisico. L’esercizio fisico scarica, distende, stanca e fa bene. E’ cosa nota che sarà impossibile ogni attività all’aperto. Hai il compito di mantere in vita questa attività. Sfrutta youtube per nobili fini, tipo la sopravvivenza. Il movimento ti scarica, rilassa e ti mantiene in forma (ricorda sempre che non sai quando tutto terminerà).

 

Una delle cose che potresti fare è impiegare il tempo per imparare qualcosa o imparare a fare qualcosa.

Mica per niente, eh. Ma immagina che ad un certo punto tutto questo avrà una fine. Magari non ci sarà un nuovo rinascimento, ma finirà: come hai utilizzato tutta questa mole di tempo passato in casa? Che ci hai fatto con queste carte? Hai vinto, perso, bluffato, passato… che hai fatto?

IMPARA.

Potrebbe essere un’idea geniale imparare qualcosa di nuovo.

Cosa potresti imparare? Cosa racconterai ai tuoi giallognoli amici alla fine di questo delirio?

L’inedia, la noia, il nervosismo? La depressione, la sindrome del carcerato, che racconterai?

Eccoti un breve elenco di possibilità:

Fai e guarda al futuro cosi come fa la Regina Elisabetta. Fa un discorso alla nazione e dall’alto dei suoi 9653472 anni, guarda ancora al futuro e dice “ci incontreremo di nuovo”. E se lo dice lei che ormai non festeggia più compleanni ma ere geologiche, direi che possiamo farlo un pochino tutti.

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