Si, sei chiuso in casa.

Hai già:

– contato tutte le mattonelle;

– tenuto nota di ogni singola crepa in tutti i muri di casa;

– sacrificato il criceto e disegnato un pentacolo sul pavimento con i suoi peli e il suo sangue, tentativi poco scientifici contro il CoVid 19;

– hai colorato i mandala, ma hai solo ottenuto che l’odio che provi nei confronti del vicino (che in questi giorni sta continuando ad utilizzare il martello pneumatico per gettare a terra una parete, perchè “ehy…tanto sono a casa e non so cosa fare“) si sia compresso e per le leggi della fisica comprimere non è una buona idea. Cosi come non è una buona idea tenere quella mannaia affilata a portata di mano. Fidati.

 

– passato ore e ore cercando di vedere se i balconi del palazzo di fronte, siano tutti in fila e perpendicolari allo stipite della finestra

– ignorato le urla dei tuoi pargoli che dall’altra stanza ti reclamano, urlando come angelli al mattatoio, ma perchè non riescono a staccare due lego. Che tra l’altro avevi incastrato tu.

– terminato tutte le scorte di sostanze illegali che ti avrebbero permesso di sopravvivere al lungo, lunghissimo soggiorno forzato in casa, ma se le hai già terminate vuol dire che ti eri sopravvalutato.

Che fare allora?

Eccoti dei brevi e serissimi consigli psicologici e non, da seguire scrupolosamente visto che tanto sei in quarantena.

STALATTITI E STALAGMITI.

Se conosci la differenza tra le due formazioni sei un degno discepolo di Piero Angela. Se non conosci la differenza scrivi su google “stalattiti e stalagmiti differenze”. Comunque: il telaio in legno del tuo divano, quella parte nascosta da cuscini e tessuti, presenta normalmente una parte scoperta rivolta verso il pavimento. Quella è la parte dove normalmente attacchi caccole e rifiuti corporei vari: a distanza di anni avrai una formazione simile ad una stalattite o una stalagmite, appunto. Potresti scrivere le tue osservazioni in merito su base sensoriale: colore, aspetto, grandezza, durezza, resistenza alla piega e per i più coraggiosi, sapore.

INDIANA JONES (ma sottozero)

Hai presente il tuo congelatore si? Bene. Hai bisogno di una camicia bianca sporca, un cappello, sguardo penetrante ed una frusta di cuoio e tanto, tanto coraggio. Apri e vedi che organismi vivono nell’angolo in alto a sinistra o in basso a destra. Di solito al centro ci sono i gelati, quindi non ci riguarda. Se vedi qualcosa che si muove, chiudi tutto e fai finta di nulla. Se ciò che si muove ti osserva e ringhia, devi solo chiudere più in fretta.

DIETRO I CASSETTI

Forse non lo sai ma una ricerca scientifica di Cambridge ha dimostrato che dietro ogni cassetto esiste un varco spazio temporale dove potresti ritrovare il tuo primo dentino, la tua prima ciocca di capelli, quel pezzetto di Kinder Cereali che datato al Carbonio 14, risale al 1350 circa. Considerando che in quel periodo c’era la peste, direi di lasciarlo lì dove si trova.

OSSERVAZIONE

Se decidessi di osservarti potresti scoprire che fine fai fare ai tuoi punti neri una volta schiacciati. Accorgiti se finiscono sull’accappatoio, sotto la mensola in bagno o ti rimangono sotto le unghie. Il colore del tuo cerume è sempre uguale? E il tuo sudore? Le unghie crescono più o meno lentamente? Da quando vivi in quarantena le tue rughe sono aumentate? E via cosi.

LE COSE AL CONTRARIO

Fai degli esperimenti: prova ad allacciarti le scarpe invertendo le operazioni che fa la mano destra con la sinistra. Lavati i denti con l’altra mano, spazzolati i capelli con l’altra mano. Conta le gocce di Ritalin ad occhi chiusi, usando solo l’udito. Prova a fare il soffritto facendo fare alla sinistra quello che prima facevi con la mano destra. Io l’ho fatto e ora scrivere solo con la sinistra è più difficoltoso. Ma ora so che la mano destra non sa fare le cose della mano sinistra.

Vediamola cosi: potrebbero finire le scorte di cibo, di alcol e anche le medicine. Se iniziassi a guardare il tuo cane o il tuo gatto con una strana acquolina immaginandolo con pisellini e patate, ti consiglierei di lasciarlo fuori di casa.

Hai presente quando dicono “la luce in fondo al tunnel”? Si? Bene. Sappi che potrebbe essere un treno contro mano. E quindi non sei al sicuro nemmeno nel tuo tunnel arredato.

Se credi che l’ironia e l’autodisfacimento non siano utili alla sopravvivenza, ti sbagli. Non so se una risata debellerà il Corona Virus, ma male sicuro non ti fa.

Già che ci sei, mi permetto di consigliarti questo libro:

Solo nel caso in cui la tua angoscia da recluso, non sia ancora arrivata ai livelli di guardia.

Tratto da: “S0praVvivenza erOico/iRonica al CoroNa V1rUs

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