Arrivo al cinema dopo aver visto tonnellate di trailer. Dopo aver letto decine e decine di recensioni: non ce n’è stata una e dico una, tra quelle che ho letto, che non abbia esaltato questo film definendolo “capolavoro”, “bellissimo”, “eccezionale”.

Colleghi e non colleghi, tutti uniti da un parere unanime: un film da non perdere. Chiaramente i colleghi immagino che avranno guardato il film anche dal punto di vista psicologico. Ovviamente.

E poi ci sono io, che non ho mai scritto una recensione, ma sono un fan del Cavaliere Oscuro. E sono anche preso dal dubbio di capirci poco di cinema (mi sento come quando fecero un esperimento facendo assaggiare a diversi sommelier un vino di scarsa qualità, servito dentro una bottiglia preziosa. Solo uno, il più inesperto tra tutti si è assunto la responsabilità di dire “questo vino fa schifo”. Che coraggio, che responsabilità.

Ma veniamo al Joker.

Il film è un film di cui potresti spoilerare la fine, in tutti gli angoli del pianeta. E si: infatti alla fine lui diventa Joker. Scopertona eh?

Gotham fa ovviamente schifo: c’è degrado, violenza, iniquità sociale. Una famosa jungla d’asfalto. La perfetta cornice per un’escalation verso una follia che assume un tono totalmente diverso. E si, perchè la cosa che ho colto è che nei panni del Joker, il nostro Arthur mi è parso meno sofferente emotivamente: come se alla fine ce l’avesse fatta a trovare un ruolo nel mondo. Malato e disturbato, ma un ruolo.

E’ un film che sai già come va a finire. Passi due ore solo a vedere la trasformazione di un povero cristo sofferentemente psichiatrico, che omicidio dopo omicidio, diventa uno dei nemici più iconici di Batman.

Si. Lui è un povero cristo psichiatrico. Con mamma psichiatrica. Entrambi ben oltre la soglia dell’indigenza.

Entrambi abbandonati da un servizio pubblico che si trova costretto a lasciarli per strada, causa un taglio di fondi.

Il film è sufficiente dal mio punto di vista. Joaquin Phoenix è favoloso.

E dal momento  che il novanta per cento del film è occupato dalla sua figura (o meglio: di questo 90 per cento, l’ottanta è occupato da primi piani del suo viso, con e senza trucco. Puoi contargli le rughe, i denti storti, le piccole cicatrici. Se hai una buona vista, anche i punti neri), dicevo: siccome lui è eccezionale ed occupa il 90 per cento del film, per logica conclusione, il film è eccezionale.

Che ha di eccezionale Gioacchino? Meglio lui o meglio Jack Nicholson?

Dal mio punto di vista Joaquin Phoenix ha reso la sofferenza emotiva e psichica, molto meglio di quella di Jack Nicholson che invece somigliava più al clichè della follia (occhi spiritati e ghigno perenne).  La sua risata è inquietante ma non inquietante di quelle che se le senti di notte, svieni: è decontestualizzata, forzata, odiata e sofferta.

Puoi solo perderti nella follia del suo sguardo. Perderti e sperare nell’improvviso cambio di inquadratura. Tutto in quel viso è dissonante. Tutto in quel viso inquieta.

Parliamo della sua fisicità. Magro quasi rachitico. Brutto da vedere nudo, con un corpo malmesso e storto e le scapole tirate fuori e curvate come se fossero rese tali da invisibili fili di un burattinaio che non compare mai.

Balla disarticolato e rigido. Sempre uguale. Come se ci fosse davvero qualcuno a tirare i fili.

Lui è l’aspetto meraviglioso del film.

Il popolo che esulta e mette maschere del protagonista “cattivo” è qualcosa di già visto. Basta richiamare all’attenzione la maschera di Guy Foulkes in V per Vendetta.

 

Insomma tirando le somme.

No trama.

Attore superlativo.

Disagio

Sofferenza

Vendetta

 

E finalmente un posto nel mondo.

 

NB: La cosa fantastica è che finalmente i fan potranno osservare Gotham con la luce. E non nella perenne notte che sembra avvolgerla. Ma d’altronde per stessa ammissione di Bruce Waine “io di notte sono Batman. Di giorno sono un idiota con il mantello”.

 

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