No, non perlerò di Neo. In un certo senso si, ma non del film.

Ma prima di iniziare a leggere ti chiedo di mettere questo piacevole sottofondo che sono sicuro sarà la perfetta colonna sonora. Una specie di esperimento psico-socio-antropo-etno-logico.

 

Buona lettura.

 

Parliamo della Matrix Matrioska.

ma dobbiamo partire da quasi un secolo fa.

E si…perchè più o meno un secolo fa, Freud scoprì? Teorizzò? Immaginò? la presenza del “Super io”.

Una faccendo non troppo difficile da immaginare.

No, non è la coscienza e no, non non ha (almeno che io sappia) uno spazietto dentro il nostro cervello fisico. Ma esiste.

Cos’è il Super io?

In termini psicanalitici è una faccendo complicata. Ma a me piace “scomplicarle” le cose. Immagino che se leggi, qualcosa sai, qualcos’altro immagini, ma se non sei del settore, sarà difficile che tu possa sapere a chiare lettere le precise definizioni che di volta in volta gli vengono affibbiate.

Hai presente le famose “voci di dentro“? Bene: il Super Io è quella vocina taaaanto rompiballe, che ogni volta che stai li a fare qualcosa che ti piace, con un leggero tasso di friccicorio qualcosa che va leggerissimamente fuori dagli schemi, (dai tuoi schemi eh) inizia a parlarti. E con un tono più o meno cordiale (all’inizio) inizia a farti riflettere sulle cose “sbagliatissime” che stai facendo, anzi…che stai per fare (si…perchè spesso la sua funzione è preventiva: ti blocca poco prima di fare qualcosa….”cosi non soffri“). Quasi per. All’inizio magari è addirittura gentile e ti parla come un padre. Ma spesso diventa una sorta di aguzzino senza cuore che sa solo che stai facendo le cose “che tu sai che non dovresti fare“. E te le fa pesare….uhhh se te le fa pesare!

Nel tempo altri psicoterapeuti gli hanno affibiato altri nomi, ma la ciccia sempre quella rimane: gli Analisti Transazionali lo chiamano “genitore” (che detta cosi sembra una cosa ovvia e scontata, ma se leggi qui, potresti scoprire cose interessanti), i Gestaltisti lo hanno chiamato “top dog” o cane di sopra (è strano lo so….).

E ne ho citati solo un paio… ma più o meno ogni corrente psicologica, ne ha una definizione o una decrizione del funzionamento.

Il concetto, però somiglia sempre: c’è questa voce che guida il tuo essere “imponendo” scelte e rinunce che magari non ti andrebbe proprio di fare. Ti spaventa, certe volte ti terrorizza e si…d’altronde disubbidirgli vuol dire andare per certi versi letteralmente contro chi sei e chi sei stato, da quando tu sei tu, da quando esisti. O meglio: vai contro le regole che hai sempre seguito e che hanno scavato il solco che ti appresti a seguire, da quando esisti. Non parlerò dell’importanza di seguire queste regole.

Io non ho mai capito che forma avesse, il mio (e si…perchè se esiste, avrà una forma, una voce, avrà dei connotati che ne definiscono l’esistenza!). Poi giorni fa ho avuto una specie di illuminazione: la Matrix Matrioska.

Il mio Super io ha la forma della matrioska. Ma non questa

ma questa

 

Come tutte le matrioske, la più piccola viene inglobata da quella più grande che a sua volta viene inglobata in una più grande e via cosi. Alla fine della reunion, rimane visibile solo la più grande che di diverso dall’inizio, ha solo il peso.

Ora io ho avuto la sensazione di funzionare cosi:

Io:beh dai…per essere la prima volta, è venuto carino!

S. Io: “carino? ma che carino…. ma non lo vedi che un bambino lo faceva meglio?”

S.S.Io (che si rivolge a S. Io): “ma sempre a criticare stai? Che pretendevi? che la prima volta che ci provava, sarebbe già dovuto diventare il maestro indiscusso dell’arte in questione?” (NB: il mio super io, non si preoccupa di congiuntivi e consecutio temporum)

S.S.S.io (arrabbiandosi con S.S.io,  non lo fa per difendere me, ma il primo S.io): “E zitto! tanto lo sai che quello (S. Io ndr) alla fine ha ragione. Quello (…) alla fine si accontenerà cosi. Quello che vedi, è!”

E il discorso va avanti per un numero imprecisato di Matrioske. E l’ultimo che parla ha sempre il volume di voce sempre più alto, urlante e digrignante di quello prima.

Una sorta di allegra famiglia con un paio di tizi adulti (gli ultimi due) e una sorta di fratello maggiore” (il primo), che vivono e si beatificano del fatto di doverti cazziare. Nient’altro.

 

Credo manchi solo

alla regia.

 

N.B. non ve l’ho detto, ma mentre tutto questo accade, io sono li sotto come Atlante, sfinito e sulle affilate soglie della rassegnazione a reggere un teatro di cui mi sfugge ancora il capire a cosa serva. O meglio: lo so a cosa serve, ma mi chiedo perchè debba essere cosi dispendioso.

 

“Tanto ormai abbiamo imparato.”

(“Abbiamo? Scrivi HO! imparato”….)

Comunque.

Questo, con un bel pò di immaginazione è il mio Super IO, il mio privato dittatore, che ancora scorrazza in certi momenti nelle verdi praterie del mio animo. Farò come gli americani hanno fatto con Cavallo Pazzo: hanno impiegato tempo e costanza per sterminare un popoli, per poi erigergli una statua grande come una montagna.

 

l e t t e r a l m e n t e come una montagna.

 

E ora quello che mi piacerebbe sapere è: che forma mai avranno i vostri?. Che forma hanno quei dannati torturatori, felici e giocondi di essere loro i possessori della pinza della saldatrice, mentre voi siete lì, con i piedi in un secchio d’acqua?

Buone riflessioni.

P.s. credo che questa canzone sia un sottofondo P E R F E T T O.

 

 

 

Una risposta

  1. Ciao Giovanni, leggendo il tuo articolo sulle matrioske si sono innescate domande e riflessioni….. tornando indietro nel tempo erano (se ho ben capito di cosa stiamo parlando) ben presenti nella mia mente e ben più terribili delle tue, (le matrioske) poi avendo letto il concetto dei tre “IO” ho avuto chiaro il perchè. Questo prima che si abbattesse sulla vegetazione del mio essere in modo inaspettato e improvviso un evento paragonabile ad uno tsunami che inevitabilmente non fece rimanere nulla…(manco un mezzo tronco!). Qui non ho ben capito se le matrioske si siano dileguate volontariamente o se nella risemina successiva di varie piante e alberi io non le abbia proprio considerate. Fatto sta che da allora, io non le sento più (almeno credo).Oggi quello che fa sì che una cosa sia giusta o sbagliata è data dal buon senso, e dalla possibilità (una volta impensabile) di sbagliare senza sentirmi cazziare da nessuno….forse perchè ho focalizzato il fatto di essere una persona con pregi e difetti e non più un caterpillar alla quale non è permesso fare errori (una volta le matrioske mi avrebbero lapidato) o di rompere schemi ben consolidati.
    Il dopo tsunami è stato un mix di cose….dopo alcuni anni (ad oggi 10) ho potuto realizzare consapevolmente e non, come si sia innescato una continua metamorfosi che è in continua evoluzione…. e che mi porta ad una continua esplorazione di me stessa. Forse riappariranno prima o poi le mie “adorate” matrioske…..ma io nel frattempo mi sono munita di un bel AK 47 ovviamente carico!
    ah la canzone di sottofondo…..è fantastica! Ho riso per un quarto d’ora!

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